UN SERIAL KILLER CHIAMATO CAPITALISMO

VENERDI’ 14 MARZO

 

Iniziativa di dibattito e autorganizzazione…

ore 18,00 PROIEZIONE VIDEO

ore 19,30 ASSEMBLEA

 

 

Sono veri e propri omicidi seriali quelli che il capitalismo commette
quotidianamente, seriali perchè le vittime rispondono a una comune
caratteristica, essenziale: l’appartenenza alla classe lavoratrice. In questo
periodo, dopo le tragedie annunciate della Thyssen-Krupp a Torino o, più di
recente, degli operai morti a Molfetta, a destra e a “sinistra”, partiti e
sindacati insieme si sono affannati a piangere, a urlare che “Mai più!”, che un
fatto del genere è “indegno di un paese civile”: ma i lavoratori purtroppo sanno
bene che morire di lavoro non solo è “degno”, ma è anche connaturato al modo di
produzione capitalistico. 1250 morti sul lavoro nel 2006 soltanto in Italia
(dati INAIL), 4397 lavoratori uccisi nel 2004 nei paesi dell’Unione Europea
(dati Eurostat), 6000 lavoratori al giorno nel mondo (dati ILO): si tratta di
cifre incredibili, soprattutto se si pensa che i dati si riferiscono soltanto ai
lavoratori regolari, i cui incidenti sono denunciati; in nessuna statistica
comparirà mai, invece, il lavoratore a nero, magari un immigrato irregolare,
caduto da un impalcatura e privato anche della sepoltura, per evitare al
padroncino “situazioni d’imbarazzo”. A questi numeri, già altissimi, si
aggiungono le cifre incalcolabili degli infortunati e di coloro che contraggono
malattie invalidanti (quasi 4 milioni nel 2004 solo in Europa, più di un milione
due anni fa in Italia), molti dei quali hanno la sventura di morire più tardi,
in conseguenza di questi “incidenti”, e per il fatto di non essere tecnicamente
“a lavoro” al momento del decesso non saranno mai conteggiati. I lavoratori
giocano tutti i giorni una partita dove chi vince guadagna un altro giorno di
sfruttamento, chi perde invece viene ucciso: è forse eccessivo definirla una
guerra? Il numero di militari americani morti in Iraq tra il 28 Giugno 2004 e il
28 Giugno 2005 è 893, meno di quanti – nelle fabbriche, nei cantieri, nei campi
– sono morti in Italia nello stesso lasso di tempo, due anni dopo.

Come se non bastasse, bisogna considerare che gli ispettorati del lavoro,
già di per sé non sufficienti, sono stati negli ultimi anni sostituiti nelle
funzioni, tanto in Italia quanto in Europa, da aziende incaricate di effettuare
i controlli, giungendo così all’assurdo che è il padrone stesso a certificare di
essere in regola con le norme… come chiedere all’acquaiolo se l’acqua è
fresca!

La sostanza del problema è che la “sicurezza sul lavoro” è un fattore
inversamente proporzionale ai tempi e carichi di lavoro ferocemente imposti
dalle esigenze di profitto, ulteriormente aumentati negli ultimi anni grazie
alle cosiddette “riforme” del mercato del lavoro adottate per rispondere alla
crisi: estensione degli straordinari, allungamento dell’orario di lavoro,
cottimizzazione del salario, sono queste le armi “bianche” del capitale. Come
può un lavoratore, sottoposto a turni massacranti, costretto a fare straordinari
quotidiani, rispettare contemporaneamente le complesse misure di sicurezza di
cui, naturalmente, è il solo responsabile?

È evidente, dunque, che la lotta per non morire di lavoro non può essere
scissa da quella più generale per il miglioramento delle condizioni lavorative,
la conquista di un lavoro stabile e sicuro, la difesa dei diritti faticosamente
conquistati e messi in discussione dagli ultimi, violenti attacchi del capitale
alla classe; è evidente che se non si lavora per la ricomposizione del
proletariato, per ricostruirne le basi di autorganizzazione e le capacità di
lotta, per provare, infine, a rovesciare i rapporti di forza tra le classi,
nessun lavoro sarà mai “dignitoso”, meno che mai sicuro.

 

Contro gli omicidibianchi”, rafforziamo le nostre lotte!

 

Venerdì 14 Marzo

ore 18,00 PROIEZIONE VIDEO

ore 19,30 ASSEMBLEA

 

presso la nostra sede in Vico Fico al Purgatorio 13 – Napoli

(da Piazzetta Nilo, il primo vicolo a sinistra su Via S. Biagio dei
Librai)

 

COLLETTIVO INTERNAZIONALISTA DI NAPOLI

kollintern@gmail.com

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