Per un coordinamento europeo tra le realtà della sinistra di classe

Mozione approvata dall’assemblea svoltasi a Napoli il
18/09/05 nell’ambito della “Adunata sediziosa”.

scarica la traduzione in castigliano:  mozione.cas.rtf

scarica la traduzione in francese:  mozione.fr.rtf

 

Nel corso degli ultimi anni la
necessità di costruire forme di coordinamento a livello europeo tra le realtà
della sinistra di classe si è affermata con forza crescente, sia nelle
mobilitazioni contro i vertici imperialisti e contro la guerra, sia
nell’esperienza concreta di numerose e differenti lotte sociali. Tuttavia,
finora è mancata la capacità di procedere effettivamente verso la realizzazione
di quest’importante obiettivo. Consapevoli di questo dato di fatto, le realtà
partecipanti all’assemblea intendono avviare un percorso comune finalizzato ad
individuare e rimuovere gli ostacoli che ad oggi hanno impedito la costruzione
di forme stabili di comunicazione, dibattito e mobilitazione tra compagni a
livello europeo.

Allo scopo di porre le basi di
tale lavoro comune, e di estenderlo alla partecipazione di altri compagni, le
realtà partecipanti – sulla scorta del dibattito svolto in assemblea – hanno
convenuto i seguenti punti fondamentali, da approfondire e sviluppare
successivamente:

 

1. L’Unione Europea è un polo imperialista

Al pari degli Stati che la compongono, l’Unione Europea (UE)
esprime e materializza gli interessi di classe della borghesia. Essa è nata e
si è sviluppata con lo specifico compito di sostenere ed imporre le esigenze di
valorizzazione del capitale a base europea nell’attuale fase dell’imperialismo.
La natura imperialista dell’UE rispecchia il carattere imperialista degli Stati
che l’hanno promossa e costituita; questi ultimi non vengono indeboliti
dall’“integrazione europea”, ma ne sono anzi rafforzati nella loro costitutiva
e irriformabile funzione di dominio e repressione per conto della borghesia.
Come gli Stati
che la compongono, anche l’UE svolge una duplice azione: a) verso “l’interno”,
rinsaldando e riproducendo il dominio di classe nei confronti del proletariato
che vive sul continente (in particolare, in questa fase, attraverso
l’imposizione della precarietà e lo smantellamento dei diritti sociali); b)
verso “l’esterno”, costruendosi come forza continentale in grado di giocare un
ruolo nella competizione interimperialistica (in particolare con gli Usa), ai danni
dei popoli della periferia e del proletariato internazionale.

 

2. L’Unione Europea non è un interlocutore, è una
controparte

Da quanto appena detto, consegue necessariamente che l’unico
atteggiamento concepibile, per il movimento della sinistra di classe, è quello
dell’opposizione e della lotta contro il nuovo imperialismo europeo
rappresentato dall’UE (e dai singoli Stati che la compongono): per contrastare
il razzismo e lo sciovinismo che la caratterizzano; per difendere le condizioni
di vita e di lavoro del proletariato; per ostacolare la sua azione di potenza
aggressiva e sfruttatrice dei popoli della periferia. L’UE è perciò una nuova
controparte che va ad aggiungersi (non a sostituirsi) a quella rappresentata
dagli Stati nazionali. Anche la mobilitazione contro l’aggressione
imperialistica ai danni del popolo iracheno è intrinsecamente inconciliabile
con le posizioni e le forze politiche che tacciono o sorvolano sulla natura
imperialistica dell’UE e che vorrebbero attribuire a quest’ultima una funzione
di “contrappeso democratico allo strapotere Usa”: solo il rafforzamento del
protagonismo e dell’autonomia del movimento contro la guerra può rappresentare
un ostacolo al prevalere delle esigenze di profitto e di dominio del capitale.

 

3. Uscire dal localismo

Attraverso una vasta gamma di atti
giuridicamente vincolanti, l’attività quotidiana dell’UE investe già, con
un’influenza decisiva e crescente, settori di importanza vitale, come la
politica monetaria, il mercato del lavoro, la legislazione in materia di
immigrazione, ecc.; l’UE ha già istituito una struttura giudiziaria
continentale (Eurojust), un Ufficio Europeo di Polizia (Europol), una politica
repressiva comune (“Black List”); l’UE ha già reso operative attività militari all’estero
(ad esempio in Congo), ha già creato uno stato maggiore militare europeo,
un’agenzia europea per gli armamenti e il sostegno all’industria militare, ecc.
A fronte di un livello già così profondo di “integrazione reale”, bisogna
purtroppo costatare che tra i compagni che vivono e lottano in Europa, esiste
un livello di “integrazione percepita” ancora troppo basso, una scarsa
consapevolezza che spesso alimenta concezioni e pratiche localistiche. In
realtà, il processo di “integrazione” ha già trasformato l’insieme delle condizioni
nelle quali si colloca la nostra attività e nelle quali si esprime la lotta di
classe, non acquisire coscienza di questo dato di fatto significa solo subire
passivamente l’iniziativa politica, economica e repressiva che ormai i padroni
– pur tra mille contraddizioni e mediazioni – stabiliscono e dirigono sul piano
continentale (almeno nelle loro linee strategiche). E’ perciò assolutamente
prioritario lavorare affinché il movimento della sinistra di classe assuma
pienamente il contesto europeo come dimensione basilare della propria attività
politica.

 

4. Per l’unificazione
internazionale delle lotte proletarie

Gli stessi provvedimenti degli
Stati membri dell’UE possono essere compresi, analizzati e affrontati
politicamente solo inquadrandoli nel contesto del processo – tuttora
contraddittorio ma già avanzatissimo – di costruzione del polo imperialista
europeo. Di conseguenza, anche le lotte proletarie e le mobilitazioni che a
tali provvedimenti si oppongono – per non perdere di incisività ed efficacia –
sono poste dinanzi alla necessità di travalicare l’ambito “statuale-nazionale”
per assumere quello continentale. La “direttiva Bolkestein”, la nuova direttiva
che allunga l’orario di lavoro, lo “spazio europeo dell’istruzione e della
formazione”, le politiche persecutorie nei confronti dei migranti, il programma
di ristrutturazione capitalistica noto col nome di “Strategia di Lisbona”,
ecc., mostrano chiaramente che tale necessità si è ormai trasformata in urgenza
concreta.

 

5. Costruire un punto di vista
complessivo

E’ necessario costruire e assumere
un punto di vista più generale e complessivo, una visione d’insieme dello
scontro di classe a livello europeo e internazionale, riqualificando a partire
da questo il proprio lavoro sul piano specifico o locale di lotta. Perciò il
nostro primo compito dev’essere innanzitutto quello di colmare il deficit
di conoscenza, di analisi, di collegamenti, di dibattito, di comunicazione e –
soprattutto – di pratica comune, che abbiamo accumulato nel corso degli anni a
fronte dei progressi realizzati dalla “integrazione europea” dei padroni. Si
tratta di avviare un lavoro concreto che proceda verso la costruzione di forme
stabili di comunicazione e reti di movimento a livello europeo, sviluppando
assieme la capacità e la possibilità di dialettizzarci realmente e
concretamente con le numerose e diverse esperienze di lotta che “si aggirano
per l’Europa” ed inquadrando fin dall’inizio tale lavoro in una più ampia
prospettiva internazionalista (che ne sarà concretamente rafforzata).
L“integrazione europea” è un fenomeno politico che – direttamente o
indirettamente – attraversa e condiziona ormai tutti i contesti
economico-sociali del continente (anche quelli più “locali” e particolari), di
conseguenza, un tale lavoro comune rafforzerà la capacità di ciascuno di
radicarsi nel concreto delle lotte, nella classe, nel “locale”.

 

6. Porsi obiettivi intermedi
realistici

Avviare un lavoro concreto che proceda verso la
costruzione di forme stabili di comunicazione e reti di movimento a livello
europeo, significa impegnarsi materialmente attorno ad obiettivi intermedi
realistici, definendo e promuovendo la sequenza di passaggi concreti in grado
di accumulare ed alimentare metodicamente le forze, gli strumenti e le capacità
necessarie. E’ a causa dell’assenza di un approccio metodico, incrementale,
continuativo, che generi un lavoro specifico con responsabilità specifiche, che
finora non si è riusciti a procedere nella direzione voluta.  Pertanto, le realtà partecipanti
all’assemblea si impegnano: i) a dar vita e ad alimentare con continuità un
percorso comune che – mobilitando gradualmente le capacità, le forze e gli
strumenti materiali necessari – si faccia promotore di forme stabili di
dibattito, comunicazione e mobilitazione tra realtà della sinistra di classe a
livello europeo; ii) ampliare, approfondire, sviluppare questa discussione e
questa proposta, in particolare convocando ulteriori incontri periodici; iii)
costruire una partecipazione coordinata alla campagna per il ritiro della cd.
“direttiva Bolkestein” e della nuova direttiva sull’orario di lavoro,
cominciando col coordinare la loro partecipazione alla manifestazione europea
di sabato 15 ottobre.

 

Napoli, 18 settembre
2005

 

Area Antagonista Campana – Area Programmatica “Progetto
Comunista” – Collettivo internazionalista di Napoli – Interfacoltà
(Coordinamento Collettivi Universitari) – Corrispondenze Metropolitane (Roma) –
Confederazione Cobas (Campania) – Red Link.

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ONORIAMO LA MEMORIA DEL COMPAGNO SINDACALISTA LUCIANO ROMERO MOLINA

CORDOGLIO PER IL COMPAGNO LUCIANO ROMERO MOLINA DEL SINDACATO
COLOMBIANO SINALTRAINAL UCCISO DAI SICARI DELLE MULTINAZIONALI IN COLOMBIA

Onoriamo
la memoria del compagno sindacalista LUCIANO ROMERO MOLINA, ucciso dai
sicari delle multinazionali con la complicità delle forze armate e dei
corpi di sicurezza dello Stato colombiano: il suo sacrificio è stato
consumato in nome della lotta che, insieme al sindacato SINALTRAINAL,
conduceva contro il saccheggio delle risorse e contro lo sfruttamento
del popolo colombiano da parte del capitale internazionale.

Esprimiamo
la nostra solidarietà al sindacato SINALTRAINAL, oggi nuovamente
colpito dalle pratiche di annientamento dell’opposizione sociale,
sindacale e politica portate avanti dal governo fascista di Alvaro
Uribe Velez, con l’appoggio dei poli imperialisti USA ed Europa.

Manifestiamo
la nostra piena solidarietà militante col popolo colombiano che resiste
eroicamente all’offensiva economico-politica e militare attuata dal
polo imperialista europeo e statunitense attraverso il regime criminale
nato dall’alleanza tra militari, paramilitari e multinazionali.
La
dinamica di quest’offensiva è indicativa di un piano che si inserisce
nel processo di riorganizzazione del dominio imperialista nell’America
Latina.

Il nostro saluto, a pugno chiuso, al Compagno LUCIANO.
Il tuo sacrificio non è vano. Onoreremo la tua morte proseguendo nella
lotta per rafforzare la lotta di classe internazionalista contro
l’imperialismo.

Hasta la victoria siempre!

Napoli, 18/09/05

Area
Antagonista Campana, Area Programmatica "Progetto Comunista",
Collettivo Internazionalista, Confederazione Cobas (Campania),
Corrispondenze Metropolitane (Roma), Interfacoltà (Coordinamento
Collettivi Universitari), Red Link

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Classe, Economia e la Seconda Intifada – di Adam Hanieh

Traduzione dell’articolo "Classe, economia e la seconda Intifada" di
Adam Hanieh apparso sulla Monthly Review nell’ottobre 2002. Pur non
essendo recentissimo, offre spunti interessanti che facilitano la
comprensione della situazione odierna in palestina.

Scarica il testo in versione doc:  Classe.doc

 

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INCONTRO CON L’UNIONE DEI GIOVANI PROGRESSISTI PALESTINESI

Opuscolo a cura del Collettivo Internazionalista di Napoli sulla Palestina. All’interno troverete la sbobinatura integrale dell’incontro tenutosi a Napoli con i compagni dell’Unione dei Giovani Progressisti Palestinesi presso l’Università di Napoli l’Orientale e Federico II.

Scarica l’opuscolo:  OpuscoloPalestinaDefinitivo_presentaz.doc

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RELAZIONE SULLA “DIRETTIVA BOLKESTEIN”

Relazione d’analisi sulla direttiva europea riguardante la riforma dei "servizi nel mercato interno", la cd. "Direttiva Bolkestein"

scarica la versione in .doc RelaBolkestein2.doc

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CONTRO L’EUROPA DEI PADRONI!

Contro l’Europa imperialista, per l’internazionalismo proletario!
– Contributo al dibattito sulla “Costituzione europea” –

Scarica l’opuscolo di controinformazione a cura del Collettivo Internazionalista di Napoli sulla "Costituzione" europea

 DocCostituzioneEuropea.doc

 

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